GEOPOLITICA DEL CAOS - Cina Files

Updated: Mar 9

Politica dell’adulazione della Cina

Sul finire degli anni 50 proprio quando le colonie si stavano sgretolando sotto i colpi delle varie secessioni, la Repubblica Popolare Cinese emanò gli 8 principi cardine della politica di Pechino in Africa.

Tra i più noti sono l’equità negli scambi, il rispetto della sovranità locale ed i prestiti a basso interesse. Questa politica si rivelò molto lungimirante rispetto a quelle attuate dagli altri stati che invece perseguirono il foraggiamento delle realtà locali tramite degli emissari per creare l’instabilità ed alimentare la corruzione. Il risultato è che 50 anni dopo, ora più che mai, la Repubblica Popolare Cinese è un partner affidabile per gli stati africani. Attualmente l’Africa fornisce il 70% del legno necessario per il fabbisogno della Cina, questo numero”monstre” non rende comunque l’idea di cosa la Repubblica Popolare Cinese ha in serbo per il continente africano nel prossimo futuro.






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Lo strano caso delle città fantasma

Un reportage della BBC ha fatto emergere che nei pressi di Luanda appena fuori la capitale dell’Angola, su di un terreno di 5000 ettari, si erge nel nulla la Nova Cicade de Kilamba. 750 condomini di otto piani ciascuno.

Foto città cinese in Angola


Il progetto affidato alla China International Trust and Investment Corporation (CITIC) che al momento pare essersi fermato, costerà nelle previsioni 3,5 miliardi di dollari per realizzare la più grande cittadina satellite africana che potrà ospitare mezzo milione di persone. Al momento dei 3000 appartamenti messi in vendita “solo” 226 sono stati venduti, una cifra incredibilmente alta comunque rapportata all’economia locale. I palazzi come nel più celebre gioco Sim-City, sono corredate da scuole, negozi e parchi. La peculiarità è che sono per lo più disabitate.

Questo è dovuto al fatto che ogni appartamento costa dai 100mila ai 200mila euro, una cifra inimmaginabile per la popolazione africana che ha un reddito annuale tra i più bassi al mondo dove la manovalanza è pagata poco meno che 1 euro al giorno, dove a 15 minuti di viaggio verso la capitale, ancora si vive in alcune zone nelle baracche senza elettricità e servizi igienici.

Foto città cinese in Angola


La soluzione va trovata all’interno della politica espansionistica cinese. Se da un lato il governo di Pechino obbliga per legge le donne a partorire un solo bambino, dall’altra incoraggia i giovani a trasferirsi in Africa definendola la nuova Cina, oppure come pubblicizzato sui media locali, “Una sola Cina in Africa”.

Foto città cinese in Angola


Notizia poco diffusa dai Media occidentale è che già circa un milione di cinesi si è trasferita in Africa. Stanno nascendo sparse per il continente, varie “Chinatown” che hanno il sentore di un nuovo colonialismo basato non sulla civilizzazione o cristianizzazione, il fenomeno distruttivo che ha piegato l’Africa in questi decenni, ma uno di tipo più subdolo. Da una parte la Cina si rende indispensabile facendo prestiti a zero o minimi interessi, stringendo accordi miliardari con gli stati sovrani, come ad esempio l'Angola che ha stabilito che il 70% dei lavori pubblici deve andare ad aziende cinesi, dall’altra come un parassita, affoga le proprie unghie nei vasti territori inabitati nutrendosi dello spazio infinito visto che per sovrappopolazione e inquinamento, i funzionari cinesi hanno stimato che in un prossimo futuro, dovranno essere circa 300 milioni i cittadini che dovranno trasferirsi in Africa.

La Cina con “L’accordo del Secolo” che ha distribuito miliardi in accordi, si è accaparrata i propri approvvigionamenti per le proprie industrie, dando in cambio al governo congolese una serie di opere di edilizia civile, strade e strutture oltre che la modernizzazione delle modalità di estrazione mineraria.


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